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Dal Rifugio Livio Bianco al Rifugio Valasco per il Colle di Valmiana

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La traversata dal Rifugio Dante Livio Bianco al Rifugio Valasco passando per il Colle di Valmiana è una delle escursioni più belle dell’Alta Via dei Re, nel cuore del Parco Naturale delle Alpi Marittime, in Valle Gesso.

È un itinerario abbastanza lungo e impegnativo, caratterizzato da un ambiente d’alta montagna molto vario: si parte infatti dalle sponde del Lago Sottano della Sella (dove vi è anche il Rifugio Livio Bianco), si sale ai piedi del Monte Matto fino a raggiungere il Colle di Valmiana a 2922 m e si scende poi nel Vallone di Valmiana fino alla Piana del Valasco dove si trova il Rifugio Valasco, ospitato nell’antica Reale Casa di Caccia fatta costruire da Vittorio Emanuele II nell’Ottocento.

rifugio valasco colle valmiana
rifugio valasco colle valmiana

Raggiunto il Rifugio Livio Bianco (ti spiego in questo articolo il percorso da seguire) occorre lasciarcelo alle spalle e proseguire verso il Colle di Valmiana, seguendo il segnavia N25 fino al bivio situato poco sotto il Lago Soprano della Sella.

RIFUGIO LIVIO BIANCO
rifugio valasco colle valmiana

Il sentiero taglia in diagonale un pendio detritico e raggiunge una grande bastionata di rocce che bisogna superare con una serie di tornanti, seguendo in alcuni punti i resti della vecchia mulattiera fino a raggiungere il ripiano dove si trova il Gias Gros.

Man mano che si sale gli alberi diventano sempre più radi e la montagna assume un aspetto più severo, dominato da rocce e pietraie.

rifugio valasco colle valmiana
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Superato il Gias Gros il sentiero torna a salire tra roccette fino al bivio posto ai piedi della piccola cascata formata dall’emissario del Lago Soprano della Sella. Qui è importante seguire la direzione corretta: il sentiero di destra, segnavia N25, prosegue verso il Colle della Valletta, mentre per il Colle di Valmiana bisogna prendere il sentiero di sinistra, segnavia N17.

Raggiungiamo da qui a poco il Lago Soprano, il lago più esteso del Parco Naturale delle Alpi Marittime.

rifugio valasco colle valmiana

Da qui il sentiero procede tra rocce fino ad entrare in una conca detritica. Si entra ora nella parte più faticosa dell’intera escursione risalendo una lunghissima serie di tornanti tra roccee e pietre mentre alle spalle il panorama si apre sulla conca del Lago della Sella e sulle montagne circostanti.

Da qui il sentiero tende a tratti a perdersi ma, quando la pendenza finalmente diminuisce, ricompare la traccia della vecchia mulattiera e i tornanti diventano nuovamente più ampi.

rifugio valasco colle valmiana

Raggiungiamo così il Colle di Valmiana a 2922 m, è il punto più alto dell’escursione. Poco prima del colle sono ancora visibili i resti di un antico ricovero militare risalente alla fine dell’Ottocento, una testimonianza della lunga storia delle infrastrutture militari presenti nelle montagne della Valle Gesso.

rifugio valasco colle valmiana

Dal colle comincia una ripida discesa su terreno pietroso e attraverso una serie di stretti tornanti. Dopo questo primo tratto, il percorso diventa più ampio e attraversa una grande pietraia.

rifugio valasco colle valmiana

È uno dei punti panoramici più belli dell’escursione con il Massiccio dell’Argentera che diventa sempre più evidente di fronte a noi. In basso si intravede invece il Piano del Valasco.

rifugio valasco colle valmiana

Raggiunto il bivio per il Rifugio Questa noi proseguiamo sempre su sentiero N17 verso il Rifugio Valasco con il sentiero che entra nel Vallone di Valmiana.

Dopo una lunga sequenza di tornanti il sentiero si avvicina sempre più al rio che percorre il fondo del Vallone di Valmiana e la vegetazione aumenta e compaiono i primi larici e poco dopo si raggiunge la strada sterrata proveniente dalle Terme di Valdieri.

Proseguiamo lungo il Piano inferiore del Valasco seguendo la segnavia N43A. La strada termina davanti al Rifugio Valasco, posto a 1763 m di quota.

rifugio valasco colle valmiana

Il rifugio è ospitato nell’antica Reale Casa di Caccia dei Savoia, costruita per volere di Vittorio Emanuele II a metà dell’Ottocento e caratterizzata dalle sue torrette merlate.

Dal Rifugio vi è la possibilità di proseguire per i Laghi di Fremamorta.

Valle Stura e Valle Gesso

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