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Il Rifugio Agostini in Taxi Jeep fino al Rifugio al Cacciatore

Il Rifugio Silvio Agostini è un rifugio storico nel cuore delle Dolomiti di Brenta, in Val d’Ambiez, nel Parco Naturale Adamello Brenta. Posizionato a 2410 m di quota, ai piedi della rinomata Cima d’Ambiez e al centro di un magnifico anfiteatro di roccia.

In questo articolo ti spiegherò come raggiungerlo partendo dal Rifugio al Cacciatore, a 1820 m. di quota, il primo rifugio che si incontra appena usciti dalla valle che sale da San Lorenzo in Banale.

Giungeremo infatti qui in Taxi Jeep partendo da località Baesa di San Lorenzo in Banale. Così facendo ci risparmiamo circa 4 ore e 30 minuti di cammino e un dislivello complessivo di circa 1600 metri.
Noi ci siamo affidati (sia all’andata che al ritorno) al servizio Taxi Jeep di Margonari Matteo. Il viaggio in Jeep dura all’incirca 30 minuti ed è prenotabile telefonicamente. Qui il loro sito internet.

Raggiungiamo quindi località Baesa a San Lorenzo in Banale dove possiamo lasciare la nostra auto nell’ampio parcheggio vicino ad un ristorante – bar.

Qui troveremo il nostro Taxi Jepp ad attenderci e raggiungeremo così comodamente, in circa 30 minuti, il Rifugio al Cacciatore. Da qui inizierà la nostra camminata verso il Rifugio Agostini.

Da qui possiamo scegliere se seguire il sentiero n.325 (più ripido ma più rapido) oppure la larga mulattiera che si inoltra nei pascoli. Noi scegliamo la mulattiera (n.325/B) e iniziamo a salire su strada sterrata dalla pendenza lieve.

Giungiamo così ben presto nei pressi di Malga Prato di Sopra e da qui continuiamo a seguire la strada che, in alcuni tratti, si fa un po’ più ripida.

Con un po’ di attenzione, iniziamo già ad intravedere piccolo piccolo il Rifugio Agostini. Proseguiamo senza deviazioni e in circa 1:40 dalla partenza giungiamo nei pressi dei rifugio dove ci attende un pranzo squisito.

Poco distante vi consiglio di raggiungere la Chiesetta della Madonna del Capriolo affrescata da Dario Wolf e inaugurata nel 1946.

La frana del 1957
A pochi metri dal Rifugio Silvio Agostini giacciono tre grandi massi, testimonianza della frana che il 18 luglio 1957 risparmiò la struttura e i suoi ospiti.

Erano le 7:30 quando la Torre Jandl crollò frantumandosi e i suoi massi scesero verso il rifugio, alcuni lo oltrepassarono passandogli vicino mentre i due più grossi si fermarono sopra a circa 50 metri di distanza risparmiando miracolosamente i gestori del rifugio e gli ospiti della struttura che si radunarono presso la chiesetta poco distante.

Questa è la relazione della frana tratta dal libro del rifugio, scritta il mattino stesso da Don Ernesto Menghini di Rovereto e alcune foto scattate da uno dei ragazzi (Bruno Bettini di Rovereto) pochi istanti dopo la frana.

Foto: https://www.rifugioagostini.com/il-rifugio/

Per il ritorno seguiamo la stessa via dell’andata fino al Rifugio al Cacciatore dove troveremo di nuovo il nostro Taxi Jeep ad attenderci per riportarci alle auto.

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