Il Rifugio Deffeyes da La Thuile

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Il Rifugio Deffeyes si trova quota 2494 m sul limitare di un ampio vallone che lo separa dalla parte terminale del ghiacciaio del Rutor. Uno dei rifugi più frequentati della Valle di La Thuile. Un’escursione che permette di esplorare territori unici, tra cascate mozzafiato (le Cascate del Rutor), laghi e stupendi panorami.

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Dal rifugio la vista spazia sul Monte Bianco e verso il ghiacciaio del Rutor. Ai piedi del rifugio, nella conca sottostante si trova il Lago Inferiore del Rutor e, su di un piccolo promontorio, la chiesetta di S.Margherita, eretta tra il 1606 ed il 1607 per proteggere la valle dalle terribili inondazioni provocate da laghi effimeri formati dal ghiaccio.

Tutto intorno al rifugio e, poco distante, numerosi laghetti possono essere raggiunti attraverso un suggestivo giro ad anello di circa 2.30 h.

Consiglio quindi, se si vuole esplorare per bene la zona, di dormire una notte al Rifugio Deffeyes in modo da non perdersi nulla di tutto ciò che questa zona può offrire.

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COME RAGGIUNGERE IL RIFUGIO DEFFEYES

Superato il paese di La Thuile occorre proseguire verso Colle San Carlo e, successivamente, seguire le indicazioni per località La Joux.

Nei periodi estivi La Joux è raggiungibile in auto solo fino alle ore 9:00 e dopo le ore 18:00 quindi, fuori da questi orari, bisogna lasciare l’auto in località Promise, negli ampi spazi gratuiti adibiti a parcheggio

Per comodità puoi impostare qui il navigatore.

Dalla sbarra che chiude il transito veicolare, per raggiungere il sentiero di partenza per il Rifugio Deffeyes, occorre camminare per circa 1.5 km seguendo la strada asfaltata oppure, in alcuni punti, tagliare seguendo i sentieri. 

Arrivati a La Joux, poco prima del “Bar delle Cascate”, lasciamo la strada e imbocchiamo il sentiero alla nostra sinistra contrassegnato da diverse paline indicative.

Iniziamo quindi la nostra escursione inoltrandoci nel bosco, seguendo la mulattiera che costeggia il torrente segnalata dalla numerazione 3 e da “Alta Via n.2”, la stessa che porta a raggiungere le Cascate del Rutor.

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Da qui inizia un lungo saliscendi, con tratti piuttosto ripidi con ampi scalini di pietra alternati ad altri in discesa. Superato un ponticello continuiamo a seguire il sentiero n.3 che sale con decisione fino ad un altro ponte con vista su una delle prime cascate.

Da qui è possibile ritornare sui propri passi e seguire il sentiero che conduce a Parcet (lasciando il torrente Rutor alla propria destra) oppure, superare il ponticello e al bivio immediatamente successivo prendere a sinistra mantenendo quindi il torrente alla propria sinistra.

Riprendiamo a salire nel bosco e, dopo alcuni tornanti, al bivio per la seconda cascata noi proseguiamo verso sinistra seguendo le indicazioni per il Rifugio Deffeyes e Alta Via n. 2 e continuiamo così a salire su sentiero.

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Ci troviamo presto nuovamente ad un bivio indicante a destra la terza cascata e a sinistra il Rifugio Deffeyes e Laghi Bellacomba. Dopo una brevissima deviazione verso la cascata (ve la consiglio perché è la più scenografica e spettacolare di tutte) ritorniamo al bivio e riprendiamo la salita verso il Rifugio.

Qui puoi invece leggere il mio giro ad anello per le Cascate del Rutor.

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Dopo una salita che sembra infinita, ci troviamo finalmente nell’ampia conca del Plan de la Lière, un ampio spazio verdeggiante e paludoso dove si trova il grande Lago du Glacier, siamo a quota 2145 m.

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Da qui si prosegue passando vicino ad una baita ristrutturata e seguendo il sentiero a tornanti che risale il pendio. Questa parte di salita è, a mio avviso, la più dura dell’intero percorso in quanto il sentiero sale decisamente ripido e a gradoni.

Giunti ad un colletto panoramico, dopo una breve discesa, giungiamo finalmente al Rifugio Deffeyes, la nostra meta di oggi.

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Il rifugio originale venne inaugurato nel 1887 e si chiamava Rifugio Margherita. Venne però distrutto nel 1945 da un’incursione aerea e ricostruito nel 1953 e dedicato alla memoria dell’alpinista e politico Albert Deffeyes.

Il panorama dal rifugio è magnifico. Intorno a noi alcuni laghetti e una vista indimenticabile sulla corona di cime e vette che fanno da cornice al Rutor. Il Gran Assaly, la Testa del Rutor, le Vedette del Rutor, il Flambeau e lo Château Blanc. Lo sguardo si spinge poi anche più lontano, fino alle più alte cime della Valle d’Aosta e con una visuale privilegiata sul Massiccio del Monte Bianco.

Per il ritorno si segue la stessa via percorsa all’andata.

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Oltre il rifugio, come già accennavo, è possibile proseguire per esplorare la zona limitrofa costellata di laghi uno più bello dell’altro e spingersi fino a vedere la base del Ghiacciaio del Rutor dove la lingua di fusione si tuffa nel lago sottostante.

Qui puoi leggere il mio articolo dettagliato sul percorso fatto il giorno seguente il nostro arrivo in rifugio che ci ha permesso di arrivare ad ammirare la base del ghiacciaio e gli stupendi laghetti che costellano la zona.

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Spero che anche tu possa trovare nella montagna una grande Maestra di vita!

A presto.

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