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Anello del Rifugio Gastaldi e del Lago della Rossa

In questo mio articolo ti parlo del giro ad anello del Rifugio Gastaldi e del Lago della Rossa, un’escursione che, se fatta in un giorno solo, potrebbe risultare abbastanza lunga e a tratti impegnativa e che quindi io ho deciso di fare in due giorni soggiornando al Rifugio Gastaldi.

Un giro che non presenta particolari difficoltà salvo alcuni punti su pietre e sfasciumi nel tratto tra il Rifugio Gastaldi e il Lago della Rossa dove occorre prestare un po’ più di attenzione.

La partenza di questo trekking di due giorni è dal Pian della Mussa, in Val d’Ala di Lanzo, con arrivo il primo giorno al Rifugio Gastaldi, un tipico rifugio di alta montagna, il più antico delle Valli di Lanzo.

Posto in posizione panoramica a 2659 m sul Crot del Ciaussinè, una conca naturale che prende il nome da un’antica cava di calce, e circondato da alcune fra le più belle vette delle Valli di Lanzo, quali la Ciamarella, l’Albaron di Savoia, la Punta Maria, la Cima d’Arnas e l’imponente Bessanese.

Qui ho cenato e trascorso la notte per poi ripartire la mattina successiva per raggiungere alcuni laghetti d’alta montagna e il Vallone d’Arnas (valle laterale della Valle di Viù), dove si trova il magnifico Lago della Rossa a 2718 m, la cappella dedicata a San Camillo de Lellis e il Bivacco in legno San Camillo.

Da qui ho proseguito per il Passo delle Mangioire e il vicino Lago di Bessanetto per fare poi rientro al Pian della Mussa.

Un trekking magnifico, un’immersione tra le vette più imponenti della valle, laghi dai colori cristallini e paesaggi mozzafiato e incontaminati.

GIORNO 1
Dal Pian della Mussa al Rifugio Gastaldi

Raggiungiamo il Pian della Mussa e, al termine della strada (prima dell’ultimo tornante che porta al Rifugio Città di Cirié), lasciamo la nostra auto negli ampi spiazzi adibiti a parcheggio (a pagamento – €3 al giorno per le auto).

Da qui partiamo per il nostro trekking verso il Rifugio Gastaldi, imboccando la larga mulattiera sterrata sulla sinistra, ben segnalata, e oltrepassando la Stura poco più avanti su un ponte in legno.

Costeggiamo l’Alpe Venoni (una baita costruita sotto un enorme masso e sovrastata dalla Rocca Turo) e proseguiamo imboccando ora il sentiero che prende subito quota, con diversi tornanti alcuni anche abbastanza ripidi (un breve tratto presenta delle corde con cui eventualmente aiutarsi per salire e scendere in caso di roccia bagnata).

Incontriamo successivamente il Pian dei Morti, un bel pianoro erboso a 2200 m di quota. Da qui la vista spazia verso tutto il Pian Della Mussa.

Raggiungiamo l’Alpe Neressa e proseguiamo verso sinistra imboccando ora una traccia che, con diversi tornanti e una corda fissa che agevola la salita, ci porta a guadagnare quota molto velocemente fino ad un altro bel valloncello.

Proseguiamo ora in falsopiano e in breve tempo giungiamo al Rifugio Gastaldi, la nostra meta del primo giorno di trekking.

Da qui è possibile raggiungere, con circa 15-20 minuti di salita, la vicina e panoramica cima di Rocca Turo, circa 100 m più alta rispetto alla quota del rifugio.

GIORNO 2
Dal Rifugio Gastaldi al Collarin d’Arnas e laghetti d'Arnas, Lago della Rossa, Lago di Bessanetto, Pian della Mussa

Lasciato il Rifugio Gastaldi scendiamo nella conca sottostante attraversata dal Rio d’Arnas e costellata di laghetti glaciali. Proseguiamo sul sentiero n.222 ai piedi dell’imponente Bessanese, attraversando il torrente e risalendo il pendio opposto.

Riguadagniamo circa 200m di quota seguendo il sentiero 222A, fino a raggiungere un pianoro detritico con altri piccoli laghetti alpini. Da qui occorre proseguire in direzione Collarin d’Arnas, risalendo un breve tratto di difficoltà EE su sfasciumi; si tratta di un nuovo sentiero tracciato nel 2024, alternativo al vecchio sentiero con corde recentemente franato.

Giungiamo quindi al Collarin d’Arnas a quota 2850 m, attraversiamo un altro tratto in piano e raggiungiamo il bel lago del Collarin.

Da qui una discesa con qualche tratto leggermente tecnico ci porta al Lago della Rossa e al vicino Bivacco San Camillo.

Nato come un piccolo lago naturale, poi la costruzione della diga, avvenuta tra il 1931 e il 1934, l’ha fatto ampliare notevolmente e l’ha reso, al tempo, il lago artificiale più alto d’Europa.

Dopo una meritata sosta al lago, scendiamo prima lungo uno stretto canalino detritico in direzione del Passo delle Mangioire (sentiero 119) e poi risaliamo lungo il sentiero che attraversa i Piani di Bessanetto. Poco prima del passo, una breve deviazione (10 minuti circa) sulla sinistra conduce al meraviglioso Lago Bessanetto a circa 2750m di quota. Ritornando sul sentiero 119, risalendo un’ultima breve rampa, arriviamo al Passo delle Mangioire a 2764 m di quota.

Da qui inizia la lunga discesa che ci riporterà al Pian della Mussa.

Scendiamo quindi inizialmente per il lungo canale entrando nella Valle Saulera.
Raggiungiamo in successione due bei pianori erbosi e continuiamo a scendere su sentiero a tratti ripido fino a giungere ad incontrare i primi alberi e alta vegetazione passando poi di fianco all’Alpe Saulera a 2095 m di quota.

Nei pressi dell’Alpe Saulera la traccia si dirama: imbocchiamo il sentiero a sinistra, poiché quello a destra è più ripido ed esposto. Attraversiamo un ultimo spiazzo erboso e poi di nuovo in ripida discesa verso il Pian della Mussa dove sbucheremo nei pressi del Rifugio il Bricco.

Risaliamo la strada verso il Rifugio Città di Cirié e giungiamo così dove abbiamo lasciato le auto e dove è iniziato il nostro trekking di 2 giorni al Rifugio Gastaldi e al Lago della Rossa.

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