Il Monte Musinè da Caselette

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Il Monte Musinè si trova all’imbocco della Val di Susa ed è compreso tra i comuni di Caselette, Almese e Val della Torre. È la montagna più vicina a Torino e anche per questo una delle più frequentate dagli escursionisti provenienti dalla città che trovano nel Monte Musinè la montagna ideale per una camminata nella natura, sia di giorno che la sera, al chiaro di luna.

Sulla sua cima, a quota 1150 m, sorge un’imponente croce bianca in cemento armato, alta ben 15 metri. Ed è proprio questa enorme croce, eretta nel lontano 1901, che rende il Monte Musinè inconfondibile e visibile anche da molto lontano.

Da sempre, il Musinè è considerato nella tradizione popolare una montagna magica e misteriosa. Molte sono infatti le leggende legate al monte che narrano di streghe, alieni e vulcani.

Ti racconterò in questo articolo la mia escursione al Monte Musinè, il sentiero che ho seguito all’andata e quello invece percorso al ritorno. Per terminare ti svelerò alcuni dei segreti e delle leggende che si celano dietro a questo monte, considerato il più misterioso del Piemonte.

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Raggiunto il campo sportivo comunale di Caselette (Viale Sant’Abaco), seguiamo le indicazioni per il Santuario di Sant’Abaco e il Monte Musinè. Nei pressi di un piccolo spiazzo erboso con panche e una fontana, possiamo lasciare l’auto e iniziare la nostra escursione.

Per comodità puoi impostare qui il navigatore.

Decidiamo di seguire il sentiero acciottolato sulla sinistra, che sale rapidamente con diversi tornanti fino al Santuario di Sant’Abaco che raggiungiamo in circa 20 minuti. Questo è il sentiero della Via Crucis, lo troviamo infatti costellato di piloni votivi.

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Dal retro del santuario parte il sentiero, che si inerpica ripido lungo il crinale sud-est del monte. È un sentiero che sale costantemente con una pendenza piuttosto marcata, su cui si incontrano solamente due pianori che permettono di riprendere un po’ fiato. Essendo quasi totalmente esposto al sole e con rada vegetazione, nei mesi estivi la salita può risultare parecchio calda e faticosa.

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Il primo tratto di sentiero è terroso e ghiaioso. Noi siamo saliti nel mese di dicembre e la neve (caduta i giorni precedenti) a tratti si era sciolta e aveva lasciato un terreno molto fangoso e scivoloso in diversi punti.

Particolare attenzione va posta specialmente nel tratto in prossimità della vetta, in quanto più roccioso e stretto rispetto al resto del percorso e con alcuni salti rocciosi che possono risultare alti e scivolosi soprattutto in presenza di neve o ghiaccio.

Arrivati in cima, oltre all’imponente croce del Monte Musinè collocata sul pianoro, ci attende un fantastico panorama a 360°.

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Il Monviso si staglia davanti a noi, il gruppo dell’Orsiera Rocciavrè, il Rocciamelone, le Valli di Lanzo e il Gran Paradiso circondano per intero il monte. Una vista unica e impagabile anche sulla pianura del torinese e sulla collina.

La croce posta in vetta, oltre che essere simbolo di fede, vuole ricordare la famosa battaglia del 312 d.C, nella quale Costantino sconfisse Massenzio. La leggenda narra che, proprio sui pendii del Musinè, all’imperatore apparve la scritta “In hoc signo vinces” grazie alla quale si convertì al Cristianesimo.

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Per la discesa si può seguire lo stesso percorso dell’andata oppure, in alternativa, si può realizzare un percorso ad anello, con una discesa leggermente più lunga ma meno ripida e su sentiero meno sconnesso.

Noi abbiamo deciso di compiere un giro ad anello, scendendo quindi in prossimità del pilasto triangolare in acciaio posto sulla cima del monte. Da qui, in circa 2 h, siamo ritornati al parcheggio del campo sportivo di Caselette concludendo così la nostra escursione al Monte Musinè.

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Come vi accennavo a inizio articolo, esistono diversi racconti misteriosi e leggendari sul Monte Musinè. Tutte le montagne sono sempre state rivestite di miti e leggende. Per la loro altezza e il mistero di cui sono circondate, sono ritenute il punto in cui il cielo incontra la terra. Sul Monte Musinè leggende, esoterismo e cristianità si incontrano dando vita a un luogo suggestivo e misterioso.

La montagna ha sicuramente un aspetto molto particolare in quanto qui la vegetazione, da verde e rigogliosa ai suoi piedi, diventa improvvisamente brulla e arida sulla cima, spoglia, desertica e inospitale. Negli anni sono stati tentati diversi interventi di rimboschimento, ma ogni pianta oltre gli 850 m di quota muore nel giro di un anno. Si diceva infatti che il monte fosse oggetto di processione continua di anime dannate che salgono e scendono senza sosta. Una credenza più moderna darebbe invece la colpa alle emanazioni radioattive di una base segreta. Secondo alcuni sarebbe addirittura una sorta di finestra aperta su un’altra dimensione e gigantesco catalizzatore di energie benefiche.

Ma c’è di più dietro al Musinè.

La leggenda più famosa è quella secondo il quale Erode, re di Giudea, sarebbe stato condannato ad espiare i suoi crimini, sorvolando per l’eternità il Monte Musinè rinchiuso in un carro di fuoco. E per questo in molte notti si accendono bagliori improvvisi, fuochi fatui, luci azzurre, verdi e fluorescenti.

Il Musiné, in un passato lontanissimo, è stato molto probabilmente un vulcano attivo e quindi ricco di gallerie e passaggi scavati dallo scorrere del magma, in gran parte però inesplorati e, si dice, abitati da lupi mannari e strani animali che vagano nella penombra.

Sono anche molto frequenti presunti avvistamenti notturni e diurni di UFO, mentre le pendici del monte sono ricche di incisioni rupestri e di grandi pietre disposte in modo rituale.

Le leggende e i misteri dietro a questo monte sono tante altre e, se interessati, vi invito leggere questo articolo che ho trovato sul web, molto interessante e dettagliato sull’argomento.

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Spero che anche tu possa trovare nella montagna una grande Maestra di vita!

A presto.

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Ciao, mi chiamo Monica Maffei, sono nata nel 1987 e vivo in provincia di Torino, in un paesino del Canavese. Ho la passione per le gite fuori porta – soprattutto nella mia Regione – per le escursioni in montagna, le passeggiate nei borghi alpini e i viaggi all’estero. Mi piace vedere posti nuovi, gente nuova, conoscere e vivere culture diverse dalla mia. Ma mi piace anche stare in solitudine nella natura, respirare aria fresca e ascoltare i suoni della montagna.

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4 risposte

  1. Ciao, io ci sono stato il 26 Dicembre 2021, giornata fantastica!! Se ti interessa, non mi pare di aver visto (nelle tue escursioni) la salita alla Sacra di San Michele, salendo da sant’Ambrogio: non è così impegnativa, ma se trovi una giornata ventosa il panorama e la location sono davvero stupende. Domani Rocca Sella sperando non ci sia troppo vento. 😉

    1. Ciao Davide. Il Monte Musinè non delude mai!!!
      Seguirò con piacere il tuo suggerimento…è lungo il percorso? Buone gite! A presto!

      1. No, assolutamente! in un’oretta passeggiando sei alla Sacra. Alla fine il 9 sono tornato al Musinè in quanto c’era vento e un po’ di bufera a Rocca Sella. Ieri sono andato a Rocca Sella, bellissimo! Buona giornata!

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