Uja di Bellavarda da Lities

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L’Uja di Bellavarda è una delle montagne più frequentate e conosciute della Val Grande di Lanzo e delle intere Valli di Lanzo. Una cima alta 2345 m, da raggiungere con un’escursione che non presenta particolari difficoltà se non il dislivello da coprire su di un sentiero che sale sempre piuttosto ripido.

Una volta arrivati in cima però, tutta la fatica viene ripagata da un panorama unico sulla Val Grande, sulle altre cime delle Valli di Lanzo, sul gruppo del Gran Paradiso e in lontananza sul Monviso e sulla catena delle Alpi Marittime.

Raggiunto l’abitato di Lities, nel comune di Cantoira, si lascia l’auto nei pressi della chiesa del paese e di un piccolo parco giochi per bambini.

Per comodità puoi impostare qui il navigatore.

Sulla destra della chiesetta di San Grato parte il sentiero per raggiungere l’Uja di Bellavarda (contraddistinto da un cartello indicatore) che inizia subito a salire costeggiando delle vecchie abitazioni. 

Lungo questa prima parte ci imbattiamo anche in un piccolo museo diffuso (progetto “#lities: il borgo racconta”) allestito per le chintane del borgo dove bacheche illustrative munite di Qr-code permettono di far riecheggiare le voci e i racconti di chi ha realmente vissuto in queste case, dando la possibilità ai visitatori di assaporare i tempi che furono.

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Sempre camminando su sentiero, lasciate le abitazioni di Lities, la traccia continua a salire ora in un suggestivo bosco di faggi, costeggiando un piccolo torrente e incontrando dei piloni votivi.

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Sempre seguendo le tacche bianco-rosse, abbandoniamo il bosco e iniziamo a camminare lungo ampi pascoli fino a giungere alle baite abbandonate Gias Lavassè a quota 1552 m.

Dalla partenza a qui abbiamo impiegato circa 1 ora. Con un po’ di attenzione da questo punto iniziamo già ad intravedere la nostra prossima meta: il bianco Santuario di San Domenico.

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Superiamo le case e proseguiamo verso destra lungo i pendii erbosi in direzione di un altro gruppo di baite e successivamente di un bianco pilone votivo che svetta tra i pascoli. 

Da qui un ultimo brevissimo tratto ci conduce al piccolo Santuario di San Domenico a quota 1772 m. Dalla partenza abbiamo impiegato circa 1.30 ore abbondanti.

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Ci troviamo in un punto estremamente panoramico. Sotto di noi, piccolo piccolo, intravediamo il borgo di Lities, il paese di Cantoira e la vista sulle montagne circostanti è magnifica. San Domenico è il patrono di Cantoira e al santuario, tutti gli anni, nel mese di agosto si tiene una festa.

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La meta di oggi però è l’Uja di Bellavarda, ancora 570 metri di dislivello sopra di noi.

Riprendiamo quindi a camminare, continuando a seguire il sentiero che ci fa lasciare la chiesetta alla nostra destra e risalire verso altri alpeggi seguendo il sentiero n.329 B.

Da qui in poi iniziano in punti in cui ho faticato un po’ di più. Il sentiero risale la cresta erbosa con tratti piuttosto ripidi. In più l’erba olina può rendere la salita (ma soprattutto la discesa) un po’ scivolosa. Occorre quindi prestare attenzione a dove si mettono i piedi. 

Da qui la vista inizia ad aprirsi anche sulla Valle Tesso con ben visibile il Colle della Forchetta e la strada che porta al Lago di Monastero.

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Incontrato un altro gruppetto di baite (Bellavarda Inferiore), proseguiamo verso sinistra (freccia blu) e riprendiamo a salire seguendo i numerosi paletti in legno con le tacche bianco-rosse e le indicazioni del sentiero n. 329 B.

Giungiamo in breve in vista della croce posta in cima alla Bellavarda e questo ci rassicura. La meta è vicina. Al bivio con diverse palette indicative seguiamo per “Colle della Paglia” e proseguiamo la salita.

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Da qui in circa 10 minuti, percorrendo un sentiero con alcune balze rocciose, giungiamo in vetta alla Bellavarda dove si trova una grossa croce di ferro e il libro di vetta.

Il panorama da qui è magnifico e unico sulla Val Grande, sulle altre cime delle Valli di Lanzo, sul gruppo del Gran Paradiso e in lontananza sul Monviso e sulla catena delle Alpi Marittime. Vediamo anche la Valle di Locana (con ben visibile la strada che conduce al Rifugio Santa Pulenta) e l’Alpe Cialma.

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Sotto di noi, piccolo piccolo vediamo anche il Santuario della Madonna del Ciavanis, meta di molte delle nostre escursioni e possibile punto di partenza alternativo per raggiungere questa cima.

Per il ritorno seguiamo la stessa via percorsa all’andata.

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Spero che anche tu possa trovare nella montagna una grande Maestra di vita!

A presto.

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