La strada di Napoleone verso il Colle del Moncenisio

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Il Colle del Moncenisio (in francese Col du Mont Cenis) è un valico alpino situato a 2083 metri di altitudine, tra Italia e Francia e unisce la Val di Susa con la Regione dell’Alta Moriana. In realtà il Colle del Moncenisio si trova totalmente in territorio francese in quanto, con il trattato di pace di Parigi del 1947, fu riconosciuta alla Francia la sovranità sul colle.

La strada che oggi si percorre per raggiungere il colle (in auto nel periodo estivo o a piedi nel periodo invernale) è quella fatta costruire da Napoleone agli inizi del 1800. Prima della costruzione della strada il colle era raggiungibile solamente attraverso una stretta mulattiera.

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Una strada molto spettacolare quindi, non solo per la vista che si ha percorrendola ma anche per la sua struttura, soprattutto quella dei tornanti a zig-zag chiamati “Gran Scala”, con i suoi grandi guard-rail in pietra e legno fedeli a quelli originali del periodo Napoleonico

Altri elementi caratteristici di questo luogo sono le oltre trenta case cantoniere utili anche, un tempo, per il ricovero dei viaggiatori in caso di maltempo. Un tempo questo era il valico di collegamento più importante tra Italia, Francia e il resto dell’Europa ed era situato sulla Via Francigena.

L’edificio più importante con la funzione di ricovero era l’Ospizio del Moncenisio, un complesso di strutture, a uso civile e militare, costruito nei pressi della Piana del Moncenisio e poi sommerso dalla costruzione del diga.

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COME RAGGIUNGERE IL COLLE E IL LAGO

Come vi accennavo, il Colle del Moncenisio è comodamente raggiungibile in auto da Susa percorrendo la SS25 che diventa poi la D1006 una volta entrati in Francia. La strada è aperta al transito veicolare solamente nel periodo estivo e in assenza di neve, mentre rimane chiusa negli altri mesi dell’anno (solitamente da novembre a maggio).

Quando la strada è chiusa è possibile raggiungere il colle solamente a piedi (o in bici) con una facile passeggiata.
In questo caso bisogna lasciare l’auto nei pressi del Lago San Nicola, in frazione Bar Cenisio di Venaus e da qui seguire la lunga strada che porta fino alla diga del lago. In alternativa, in alcuni punti, è possibile abbandonare la strada per imboccare i sentieri che tagliano e permettono di accorciare i tempi di camminata.

In questo modo si arriva al colle e alla diga del Lago del Moncenisio in circa 1.30h di camminata e un dislivello di 260 metri.

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COSA FARE AL COLLE

Una volta percorsa la lunga strada si arriva al lago artificiale del Moncenisio incastonato in una cornice di montagne imponenti, in un verdissimo pianoro. Il lago sembra quasi un piccolo “mare”, ricoprendo una superficie di 660 ettari e contenendo oltre 315 milioni di metri cubi di acqua.

Il lago è oggi meta molto frequentata soprattutto durante i weekend estivi, anche da motociclisti, ciclisti e camperisti.

Dal colle partono diverse escursioni più o meno impegnative. Ad esempio è possibile compiere il giro del lago, oppure raggiungere il Lago delle Savine, il Lago Clair o il Monte Freddo. E’ anche possibile raggiungere il Lago de Rotarel e il Lago Arpone. Chi invece vuole rilassarsi può fermarsi a pranzare in uno dei diversi bar o ristoranti presenti sul colle oppure fare un piacevole pic-nic nelle aree attrezzate.

Sono presenti anche diversi alpeggi dove acquistare prodotti locali come formaggi, latte e burro. Sono presenti anche diversi hotel e rifugi dove passare la notte.

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Dalla famosa chiesa piramidale è possibile scendere un lieve pendio e raggiungere un giardino botanico. Qui la miscela favorevole tra clima, posizione, rocce, venti e tipi di terra hanno permesso a questo valico di possedere un giardino di grande valore a livello europeo, facilitando la conservazione di molte specie vegetali.

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LE ORIGINI DEL VALICO

Molti secoli prima della nostra era si insediarono qui sul colle i primi allevatori di renne, come testimoniamo i molto graffiti che sono stati rinvenuti su alcune rocce. Nel 218 a.C. Annibale con la sua coorte di elefanti si aprì un varco per la conquista dell’Impero di Roma.

Nel Medioevo diventa uno dei valichi alpini più frequentati dai viandanti che provenivano dall’Europa del Nord che dovevano attraversare le Alpi, diventando uno snodo fondamentale della Via Francigena. Proprio sul percorso dell’antica Via Francigena per il Colle vi è il piccolo comune del Moncenisio che i viandanti usavano come punto di appoggio durante le loro traversate.

Dal 1792 al 1851 la Savoia e il Piemonte si trovano sotto l’occupazione francese. Napoleone, nel 1798, attraversa il Colle del Moncenisio passando per la stretta mulattiera della Ramassa. Nel 1802 però ordinerà la creazione di una strada più agevole e di una cittadella.

Nel 1860 con l’annessione della Savoia alla Francia e la creazione di una nuova frontiera lungo il valico, i regnanti italiani fanno edificare sul versante italiano una serie di fortificazioni: Varisello, Roncia, Cassa, Malamot, Paradiso. La Francia a sua volta fece costruire il forte di Tura e Mont Froid.

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I FORTI DEL COLLE

I resti del Forte Varisello si trovano pochi km dalla diga, in posizione veramente dominante, è stato il forte principale di difesa del colle fino a che la struttura non divenne obsoleta con l’evoluzione dell’artiglieria. Nel 1910 venne poi utilizzato come bersaglio per test militari al fine di ideare nuove tecniche costruttive.

Poco più avanti invece, anch’esso in posizione strategica, vi è il Forte Roncia. Oggi si conserva in buono stato, da poco restaurato, è possibile visitarne il suo interno. I forti sono oggi alcune delle escursioni più belle e suggestive da compiere nei dintorni del Moncenisio.

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IL LAGO E LA DIGA

A inizi del 1900 questo immenso lago non esisteva, e neppure la diga. Vi erano però due laghi: uno più grande, vicino ad un ospizio, le cui acque si riversavano in un lago più piccolo formando numerose cascatelle. Nel tempo, con la nascita della centrale elettrica e in seguito per il suo potenziamento furono costruite altre tre dighe.

Nel 1969 si decise di costruire una nuova immensa diga che avrebbe modificato il Colle del Moncenisio, sepolto per sempre da più di 50 metri d’acqua. Sorsero nuove strade e nuove costruzioni, tra cui la chiesa piramidale in ricordo della città sommersa dalle acque.

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Ogni primavera, quando la portata dell’acqua è minore, possono intravedersi i vecchi resti della piana, tra cui l’ospizio e le vecchie dighe. Una volta ogni dieci anni, invece, vengono eseguiti dei lavori e svuotato completamente il lago, dando così la possibilità di passeggiare sul fondale e tuffarsi in un passato ormai sepolto.

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Ciao, mi chiamo Monica, sono nata nel 1987 e vivo in provincia di Torino, in un paesino del Canavese. Ho la passione per le gite fuori porta – soprattutto nella mia Regione – per le escursioni in montagna, le passeggiate nei borghi alpini e i viaggi all’estero. Mi piace vedere posti nuovi, gente nuova, conoscere e vivere culture diverse dalla mia. Ma mi piace anche stare in solitudine nella natura, respirare aria fresca e ascoltare i suoni della montagna.

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3 risposte

  1. Il Moncenisio è la mia escursione estiva per eccellenza, ci torno sempre volentieri affascinata dalla diga e dalla vicinanza con il confine. Da Torino è una gita in giornata, ma una volta mi ero anche fermata a dormire su e il silenzio intorno era incredibile

  2. Cara Monica oggi sono salito al colle della Croce
    e la gita mi è proprio piaciuta.
    Va detto che alla partenza da Colbeltramo il
    cartello dice tempo 1h45. A me pare un pò ottimistico
    Credo che due ore andrebbe meglio.
    Visto il mini bivacco, bello !
    Grazie dei suggerimenti

    1. Ciao Pietro. Hai ragione, è un’escursione davvero bella! Sì, il cartello è piuttosto ottimistico, ricordo (forse l’ho anche scritto) che noi avevamo impiegato circa 2 ore, anche se era presente parecchia neve e sicuramente ci ha rallentato. Hai proseguito anche verso il Monte Turu?

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