Il Colle della Terra e il Lago Gias di Beu

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Con l’escursione di oggi voglio portarvi al Colle della Terra, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Il sentiero su cui cammineremo ripercorre parte della rete di mulattiere reali, fatte costruire da Re Vittorio Emanuele II tra il 1860 e il 1863 a scopo venatorio. Un percorso a balcone che vi lascerà senza parole per i panorami che si ammireranno, da Ceresole Reale ai laghi Serrù e Agnel, non saprete dove posare gli occhi. Ma, d’altronde, siamo nel Parco Nazionale del Gran Paradiso e qui il paesaggio non delude mai!

Dal Colle della Terra proseguiremo per pochi minuti per raggiungere il vicinissimo Lago Lillet mentre, al ritorno, faremo una deviazione per un altro bellissimo lago: il Lago Gias di Beu.

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Raggiungiamo i Laghetti Losere, collocati tra il Lago Serrù e il Colle del Nivolet, poco dopo il Lago Agnel. Parcheggiamo l’auto e imbocchiamo il sentiero che ci porterà dritti al Colle della Terra in circa 2 ore.

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Il sentiero è ampio e ben lastricato e si snoda con leggeri e costanti saliscendi che rendono il percorso piacevole e dolce. Nel primo tratto passiamo sopra al casotto di caccia del Bastalon, un vecchio punto d’appoggio dei guardiacaccia reali, oggi sede dei guardiaparco.

Durante la nostra escursione attraversiamo alcuni rii e incontriamo numerose cascatelle che scendono dai sovrastanti laghi di Comba; troviamo anche i resti dell’Alpe Comba, oggi abbandonata.

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La bellissima vista sui laghi Serrù, Agnel, sulle Levanne e sul Lago di Ceresole ci accompagna lungo tutta l’escursione

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Oltrepassata l’alpe, a quota 2550 m, troviamo sulla destra il bivio per Chiapili di Sopra e per il sentiero Videsott. Questo sentiero è una valida alternativa (anche se meno battuta) per raggiungere il Colle della Terra ma presenta un dislivello più impegnativo che supera i 1100 m e un tempo di percorrenza decisamente più lungo rispetto a quello che stiamo facendo noi oggi.

Incontriamo ora l’ampio pianoro del Rio della Percia, dove sulla destra si inerpica il sentiero che porta al Colle della Terra. Poco prima del pianoro incontriamo invece un piccolo omino di pietre a bordo del sentiero, sulla sinistra; è l’indicazione che conduce al Lago Gias di Beu. Teniamola bene a mente perché ci servirà al ritorno per fare una piccola deviazione e raggiungere questo bellissimo lago.

Noi ora continuiamo invece seguendo le tracce per il Colle della Terra. Il sentiero inizia qui a salire con più pendenza, sempre a mezzacosta e, nell’ultimo tratto, diventa particolarmente ghiaioso e detritico, con alcuni punti un po’ più scivolosi.

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In breve tempo arriviamo finalmente al Colle e la fatica viene subito ripagata da un paesaggio magico e quasi lunare. Sotto di noi, piccolissimo, si vede il Lago di Ceresole mentre, se osserviamo di fronte a noi, intravediamo il Rifugio Guglielmo Jervis e il Lago di Dres. Siamo già stati in entrambi i posti, ma vederli da quassù ci fa un effetto del tutto particolare.

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Da qui, seguendo le indicazioni per il Colle della Porta, in una decina di minuti raggiungiamo il bellissimo Lago Lillet a quota 2765 m, incastonato in una conca a sud delle ripide pareti della Mare Percià. Per raggiungerlo il dislivello è di circa 150 m.

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Dal Lago si potrebbe proseguire per raggiungere il Colle della Porta in circa 45 minuti. Noi, viste le condizioni meteo non ideali e la presenza di alcuni nevai, decidiamo di non proseguire e di tornare subito indietro per raggiungere il Lago Gias di Beu.

Raggiungiamo quindi il bivio incontrato all’andata presso il Rio della Percia e iniziamo a salire lungo il sentiero che a tratti diventa poco evidente e gli omini di pietra difficili da trovare. Con un po’ di fatica ad orientarci, riusciamo però a prendere quota attraverso un ripido sentiero e raggiungere questo bellissimo lago, posto a quota 2799 m. Per la salita fino al lago è necessario calcolare circa 200 m di dislivello aggiuntivi e poco meno di un’ora tra andata e ritorno (circa 5000 passi).

Una volta arrivati troviamo un ambiente molto selvaggio, dove non è raro intravedere stambecchi e camosci.

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Per il ritorno seguiamo la stessa via dell’andata fino a fare ritorno ai Laghi Losere, dove è iniziata questa mattina la nostra escursione.

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A presto.

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Ciao, mi chiamo Monica, sono nata nel 1987 e vivo in provincia di Torino, in un paesino del Canavese. Ho la passione per le gite fuori porta – soprattutto nella mia Regione – per le escursioni in montagna, le passeggiate nei borghi alpini e i viaggi all’estero. Mi piace vedere posti nuovi, gente nuova, conoscere e vivere culture diverse dalla mia. Ma mi piace anche stare in solitudine nella natura, respirare aria fresca e ascoltare i suoni della montagna.

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4 risposte

  1. Prendo nota di questo splendido percorso, mi piacerebbe molto iniziare ad esplorare come si deve il Parco Nazionale del Gran Paradiso! Adoro i panorami montani, e i laghi sono un vero spettacolo della natura!

    1. Te lo consiglio perché il Parco Nazionale del Gran Paradiso non delude mai. Poi trovi escursioni e passeggiate per tutti. Avrai l’imbarazzo della scelta!

  2. Molto bella questa escursione, sono zone che non pratico perchè un po’ distanti per un semplice weekend, dovrei prendermi qualche giorno in più. Ma in effetti è una zona che mi attira molto amando tantissimo i trekking.

    1. La zona del Colle del Nivolet è fantastica e te la consiglio sicuramente! Ci sono talmente tante possibilità tra passeggiate ed escursioni che vale la pena, soprattutto se non abiti in zona, di prenderti qualche giorno per esplorarlo con tutta tranquillità!

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